SCIE CHIMICHE SULLA CITTÀ

Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non smettete mai di pensare.

Erano le dodici antimeridiane quando io e mia moglie decidemmo di fare una passeggiata nella villa comunale per sgranchirci un po’ le gambe, dopo troppe ore di studio. Avevamo appena varcato la soglia, quando con un sospiro di sollievo ho reclinato il capo all’indietro per respirare una boccata di aria pura, quasi come per un atto inconscio di liberazione sciamanica. Ma proprio in quell’istante rimasi turbato, esterrefatto e l’atto liberatorio mi si strozzò in gola. Decine di grosse scie turbinanti e biancastre si stagliavano in alto. Alcune correvano parallele, altre si intrecciavano a formare vere e proprie scacchiere in cielo su cui si stampavano misteriosi asterischi e punti interrogativi. Altre ancora si intersecavano a X come in un improbabile gioco di aerei militari sulla città. Non sono rari i fumi ad U, quasi a denunciare che qualche comandante abbia dimenticato un suo parente a terra. “Vai a prendere la macchina fotografica” – dissi alla mia compagna – con un fare tra l’esagitato e il sorpreso. Sono arrivati anche qui. La nostra ridente cittadina di provincia, improvvisamente si scopriva al centro di un’assurda esercitazione a bassa quota, vietatissima sui luoghi urbani dalle leggi vigenti. Mah, dissi tra me e me: forse hanno aperto a pochi chilometri di distanza un aeroporto del quale non sospettavamo neppure l’esistenza?! Sembrava di essere al John Fitzgerald Kennedy di New York, tante erano le rotte intersecantesi all’impazzata. Ma se fossero stati aerei di linea, perché non erano visibili tutti i giorni? E infatti, in alcune giornate, niente, neppure l’ombra, come se la crisi economica avesse soffocato sul nascere ogni gioia di viaggiare nel mondo.... CONTINUA SUL PDF QUI DI SEGUITO ALLEGATO

SCIE CHIMICHE SULLA CITTÀ.pdf
Documento Adobe Acrobat 3.5 MB