CANTO HARMONICO


 

CANTO HARMONICO

 

E HARMONIA DELL’HABITAT

 

 

 

Tutto l’universo

è un insieme di risonanze armoniche

derivanti da un unico suono,

un vero e proprio ologramma che si conforma

secondo i rapporti delle sue sovrarmoniche o sottoarmoniche,

ovvero secondo le relazioni

tra le energie sottili e le vibrazioni lente.

SANGLODEA, 2006

 

Il CANTO HARMONICO di cui ci occupiamo è un connubio fra la tradizione filosofica orientale, le metodologie sciamaniche di guarigione, la dottrina matematico-musicale di Pitagora, la medicina vibrazionale e le tecniche di emissione occidentali. Il nostro fine non consiste nel riscoprire la tradizione tibetana o quella difonica mongola, giacché la nostra non è un’operazione etnomusicologica. Infatti, le prerogative che sottendono il nostro modo di fare Canto Harmonico si basano sulle conoscenze scientifiche occidentali, il cui scopo è l’emissione naturale e senza alcuno sforzo di tutta la serie di suoni multipli di una frequenza base, ossia il suono fondamentale che di solito viene tenuto fisso.

Nel canto difonico, ad esempio, è necessario un abbassamento innaturale della laringe all’interno della faringe, che potrebbe causare, irritazioni, afonie e persino noduli alle corde vocali. Invece, la nostra è una tecnica di canto finalizzata alla guarigione e basata su vocalizzazioni libere. NON RICHIEDE ALCUNA CONOSCENZA MUSICALE, NÉ CAPACITÀ D’INTONAZIONE.

Il suono contiene in sé i rapporti harmonici universali che rigenerano i corpi eterici, che a loro volta – informano di sé il corpo fisico. La disarmonia è pertanto il prodotto di uno squilibrio che riguarda i livelli sottili. La capacità informante del suono è ormai un dato di fatto provato anche dalla fisica sperimentale e, soprattutto, dalla medicina vibrazionale. È ormai assodato che la malattia fisica è la proiezione ortogonale di uno squilibrio energetico che ha investito i livelli vibrazionali superiori. La materia che costituisce il nostro organismo è una vibrazione più lenta, poiché nel nostro universo ogni cosa canta con una determinata frequenza.

Il Canto Harmonico rende auscultabili le Harmonie degli altri mondi. La voce è in risonanza con gli universi paralleli. Il canto è il simbolo di colui che ha compreso l’essenza vibratoria del Cosmo.

L’universo è pertanto una rete infinita di vortici sonori, di cui solo una minima parte viene interpretata in immagine coerente dai nostri cinque sensi e dal sistema vibratorio cerebrale. Tutto ciò che noi percepiamo è solo un simbolo tridimensionale di una molteplicità oscillante che contiene in sé qualsiasi sinfonia possibile.

Identica sfera generatrice, stessa trasmissione, ma una moltitudine infinita di risonanze, armoniche, suoni sommatori e differenziali, che cagionano l’estrema variabilità dei molti mondi. Solo la musica contiene in sé i parametri adeguati per una giusta lettura e comprensione di un Cosmo, paragonabile ad un’immensa cassa armonica, dove gli oggetti visibili e le loro microstrutture sono multipli o sottomultipli del Suono-Luce “originario”.

In tale prospettiva, l’arte dei suoni può essere considerata come un sistema organizzato di vibrazioni. Il tono singolo ne costituisce l’unità di misura. Quando una nota vibra, presenta delle frequenze concomitanti che le conferiscono il colore specifico. Nell’esempio seguente vi è una schematizzazione di tale fenomeno. Sulla sinistra si notano due note bianche o vuote al loro interno (Gegebener Tone). Queste sono i suoni fondamentali o di riferimento che si emettono durante il Canto Harmonico. Da essi si sprigiona spontaneamente la serie successiva (note nere), sia verso l’alto, sia verso il basso. Il fenomeno è analogo a quello della luce.

La luce bianca contiene - al suo interno - tutti gli altri colori. Detto diversamente, i vari colori, uniti insieme, costituiscono la luce bianca. Questa è quindi la Matrix di un mondo notevolmente più complesso. I sensi umani avvertono sempre la risultante di una manifestazione più ricca e diversificata. Siamo cellule di un organismo immenso che vedono solo altri elementi singoli e non l’intera struttura. Di un oceano percepiamo la superficie, ma non gli abissi (sottoarmoniche). Di una montagna osserviamo i costoni di roccia, ma non la sua costituzione atomica (sovramoniche).

In definitiva, la straordinaria varietà delle armoniche compone la nota singola. Le armoniche o suoni parziali costituiscono, pertanto, l’aspetto verticale dell’evento fonico. Le subarmoniche sono la metafora dell’immergersi dalla superficie di un oceano verso i suoi abissi. Viceversa, le sovrarmoniche rappresentano il simbolo dell’ascendere dalla base della montagna fino alle sue vette più elevate:

 

Vi è, però, anche una componente orizzontale dell’evento fonico, vale a dire la scala.

Si definisce scala in musica, una successione di suoni. Secondo la tradizione essi sono 7: do (1) – re (2) – mi (3) – fa (4) – sol (5) – la (6) – si (7), dopodiché si ripete la stessa concatenazione ma all’ottava superiore, ovvero alla frequenza doppia. Tali suoni furono riscoperti, in epoca moderna, dal Grande Iniziato Pitagora di Samo (2600 anni fa). Per realizzarla egli s’ispirò alle distanze fra i pianeti, ossia all’intervallo di quinta. Esso è così definito, poiché si genera collegando o saltando le note che nella scala distano cinque toni: do (1) – re (2) – mi (3) – fa (4) – sol (5).

 

 

 

 

 

 

Gli errori più comuni che si commettono nella didattica del Canto Harmonico è l’abbinamento automatico tra suoni, colori e chakra, poiché si dimentica che ognuno di noi nasce con un suono fondamentale e che questo suono varia da persona a persona. Esso si configura come l’individualità sonora di ogni essere vivente.

Il tono individuale costituisce la risonanza interiore della nostra matrice spirituale. Esso serve, come le impronte digitali o il timbro vocale, ad individuare l’identità energetica che muove noi tutti. Se noi accettassimo un siffatto modo di procedere uniformato, non potremmo più criticare la standardizzazione della medicina ufficiale che applica gli stessi farmaci a qualsiasi paziente, ben sapendo che un rimedio che funziona con uno può essere mortale con l’altro. Dunque è ora di smetterla di applicare sempre gli stessi abbinamenti fra do = rosso = chakra coccigeo. Ognuno di noi ha un suono di riferimento differente, dal quale iniziare le vocalizzazioni. Perciò l’aspetto più difficoltoso per un maestro è l’individuazione della frequenza personale dell’allievo. Ma prima ancora ci sono tre stadi preparatori, senza i quali nessun fine potrà essere raggiunto.

Innanzitutto la respirazione diaframmatica, poiché la società contemporanea con i suoi ritmi disumani ci sta sempre più portando alla inspirazione clavicolare o alta. Questo genera uno stress continuo, dal momento che è una respirazione che attuiamo nei momenti di paura e di attesa angosciosa. In secondo luogo bisogna individuare la giusta posizione laringea, ossia intermedia, equilibrata. Ma in un mondo di arrivismo sfrenato e pieno di rumori assordanti, l’urlo e la laringe “in bocca” è diventata la posizione normale di un affanno perenne. In terzo luogo c’è da riconquistare il giusto rilassamento mandibolare, premessa indispensabile per una emissione sana, naturale e ricostituente. Altrimenti tutto si riduce in una immane buffonata che può provocare soltanto dei danni, non solo all’apparato vocale, ma anche ai livelli energetici superiori.

Dopo aver ottenuto questi tre requisiti fondamentali, si inizierà la ricerca del PROPRIO SUONO PERSONALE che creerà effetti di benessere immediato. Infine ci sarà un’emissione di un OM generale che coinvolgerà l’intera assemblea, in nome del Principio Harmonico che può essere espresso in una frase: «se riarmonizzi te stesso puoi armonizzare tutto il resto e – inoltre – abbeverarti alla “Fonte Energetica Universale” e vagare nei vari universi paralleli».

Su tale argomento si innesteranno considerazioni di ordine esoterico, tendenti a creare una disposizione d’animo propizia per realizzare una emissione che risvegli i livelli di coscienza superiori. La medicina vibrazionale ha ormai sempre più dimostrato che la disarmonia dei corpi eterici si trasferisce a livello fisico. Lo squilibrio dell’organismo o Diskrasia è, pertanto, l’ultima fase di una mancanza di scambio vitale con l’infinita energia cosmica attraverso i Chakra. I “Vortici energetici” possono essere riattivati proprio mediante una buona emissione che riarmonizzi lo scompenso, la mancanza di comunicazione e la paura indotta da una società malvagia e violenta.

 

 

Per dare un’idea dei livelli energetici sonori, umani, astrali, coloristici e geodetici che muovono il nostro mondo, riportiamo i seguenti schemi. Essi si richiamano all’Harmonia nucleopolare e al Canto Harmonico su di essa basato, tendente ad individuare sempre un centro = RE = Chakra cardiaco = bianco, la cui frequenza naturale di partenza cambia a seconda del soggetto, lasciando invariati i rapporti:

 

 

4. La – Corpi eterei -  Pleiadi – (giallo) – Babilonia celeste                                       ij

 

↑3. Sol – Coronale – Saturno – (verde) – Delfi Spirituale                                                 ii

 

↑2. Fa   Ipofisi      Giove – (verde giallastro) – Mileto                                                      i

 

↑1. Mi  – Laringeo   Marte   (giallino)     Thera                                                                ↑E

 

↨0. RECardiaco    SOLE    (BIANCO) – Creta                                                                       A

 

↓-1 Do – Plesso Solare–Venere – (lilla)       Tripoli                                                              ↓o

 

↓-2 Si   Epatico     Mercurio – (arancione) – Sidone                                                            ↓oe

 

↓-3 La –  Sacro           Luna      (rosso)    Babilonia Terrestre                                         ↓u

 

↓-4 Sol – Ab.zu (Abisso)–Nibiru–(viola) - Ofiuco Serpentario-Delfi Materiale      Ü

 

 

 

Nella cultura di natura o sciamanica, tutti gli esseri creati hanno un suono, quindi un nome, grazie al quale esistono. Fu la Frequenza di Sogno a generarli, dopodiché si ritirarono nelle loro dimore in Cielo ed in Terra, che ancora sono piene del potere ultrasonico.

Per le culture di natura, il canto e il sogno sono due facce della stessa medaglia: processo di creazione. La differenza è che il sogno rappresenta le grandi energie sottili, ovvero le frequenze acutissime da cui tutto è derivato per rallentamento vibrazionale nel nostro mondo fisico. Per tali tradizioni, pertanto, cantare è un atto sacro, che permette di risalire ai primordi della generazione, dai quali scaturirono tutte le forme visibili ed invisibili. È lo stregone tribale che, dopo anni di dure prove iniziatiche, è in grado di emettere – attraverso le vocalizzazioni – i suoni giusti che possono ricollegarsi a quelle energie sottili presenti nei luoghi sacri della Terra, siano essi indigeni, primitivi o arcaici. Chiamiamo queste energie linee di forza che si propagano dai centri oracolari (Creta, Delfi, Dodona, Memphis, Canopo ecc.) alla periferia del nostro pianeta. Il Mago-Musico segue tali linee di forza, riproducendo con la voce le frequenze che lo riagganciano agli ultrasuoni che le hanno generate. E questa è per l’Officiante il sogno archetipico che gli permette di ricostituire l’Harmonia con la natura, con gli uomini e con il Cosmo.

Nel culto sciamanico, le “Vie dei Canti” strutturano una interrelazione globale, che collega molti popoli, molte tribù e molti territori. Nella civiltà aborigena, si parla in tal senso di “Vie di Canto” che risuonano sia nella terra, sia nel cielo, ed anche nelle acque. Esse sono delle vere e proprie griglie geomagnetiche (oggi chiamate di Hartmann[1]) che l’officiante percepisce con la forza interiore della sua saggezza. Al riguardo, si predisponevano addirittura delle vere e proprie migrazioni che seguivano questi tracciati. Come nel caso dei Bardi-Celti, la serie di melodie può arrivare fino a 300, e ogni canto riguarda uno specifico luogo geografico e le azioni di uno spirito antenato.

Come nella mitologia nordica o boreale, la Madre Terra è la cassa di risonanza che custodisce i “Canti di Sogno”. L’abilità di auscultarli è propria dell’officiante-musicista, che è in grado di riprodurli ed insegnarli agli altri membri della comunità.

Ma nella società contemporanea i “Canti di Sogno” stanno per essere distrutti da un progetto di Controllo Globale, mediante l’emissione di onde VLF o ULF (Very low frequencies e Frequenze ultra basse). Perché mai?

Prima di esaminare questa ipotesi d’indagine è opportuno fare una digressione sulle ultime scoperte circa le onde emesse dal nostro cervello. Esse oscillano sensibilmente dalla fase di sonno profondo o condizione comatosa (circa 0,5-3 Hz chiamate onde delta, δ), alla trance, ipnosi e sogno (3-7 Hz, definite onde teta, θ).

Dalla nostra mente si sprigionano, d’altro canto, le onde alfa (α, 7-12 Hz) quando siamo nel dormiveglia (immediatamente dopo esserci svegliati) o in una condizione meditativa leggera, mentre s’inseriscono quelle beta (β, 13-33 Hz), allorché ci troviamo nello stato d’attenzione o siamo impegnati nella risoluzione di problemi e attività cognitive.

Infine vi sono le onde gamma (γ, 34-60 Hz). Queste sono preposte a collegare tempo e spazio a livello neuronale e ad interrelare, su più livelli di senso, la realtà in quanto interpretazione complessiva (memoria e coscienza).



[1] Si definisce Griglia di Ernest Hartmann un insieme di linee elettromagnetiche che percorrono, invisibili, l’intero nostro pianeta, secondo le due direzioni, stabilite dai quattro punti cardinali (Nord-Sud ed Est-Ovest). Incrociandosi in maniera perpendicolare l’una all’altra, generano una vera e propria Rete elettromagnetica, che influisce notevolmente sul nostro corpo e sulle sue funzioni biologiche, nonché sui cicli circadiani (appetito, sonno, sesso, euforia o depressione, benessere o malessere, forza o stanchezza...). Tali linee distano tra loro nel senso Nord-Sud (2 metri), e nel senso Est-Ovest 2 metri e mezzo. Esse stesse sono poi larghe 21 cm.

 

 

 

Siccome infiniti fili collegano tutto ciò che esiste, uno squilibrio del Campo geomagnetico e della ionosfera, nonché della Risonanza Schumann della Terra, che pulsa a 7,8 Hz, causerà ogni malattia, prima alla Madre Universale e poi ai nostri organismi. Al riguardo, circolano delle voci veramente allarmanti, segno di una stupidità che sta contagiando gran parte dei propugnatori di una Nuova Era. Non è affatto vero che la Frequenza Schumann si stia innalzando, come segno di una consapevolezza superiore che starebbe nascendo in seno alla Coscienza Universale. La stanno volutamente elevando per impedirci di sognare, di essere creativi, di assumere una conoscenza cosmica. Altro che “salto quantico”, che in realtà è un imprigionamento della mente e dello spirito umani nella dittatura globale che si sta preparando con l’ausilio delle armi frequenziali.

Ma qual è lo scopo di simile progetto “sociale”?

Il cervello e le sue molteplici aree sono stati ormai accuratamente studiati, mappati e correlati. Ognuna di esse è sensibile a specifiche frequenze che possono generare passività, oppure aggressività, creatività e così via. Alludiamo al Sistema HAARP (Programma di ricerca aurorale attiva ad alta frequenza con sede nella città di Gakona in Alaska), un vero e proprio piano di manipolazione mentale, per controllare il nostro modo di pensare. Esso è stato messo a punto dai poteri forti statunitensi, attraverso l’emissione nell’atmosfera di segnali sonori molto bassi (infrasuoni 0,9-10Hz), che vanno ad interferire con il flusso di onde analoghe irradiate dal cervello umano. Il fine è quello di disgregare i processi mentali umani, tramite impulsi di radiofrequenze su estese aree geografiche. L’affermazione del Direttore di ricerca della CIA non lascia alcun dubbio, circa i propositi occulti riguardanti il controllo mentale. Il fine è quello di generare un incantesimo continuo della Matrix apparente e costrittiva: “ogni pensiero umano, ogni emozione, ogni percezione e ogni bisogno potrebbero essere soggiogati, attraverso stimolazioni elettriche e frequenziali del cervello”.

Non dimentichiamo che dal punto di vista della Fisica Vibrazionale, tutti i processi biologici dipendono dalle interazioni dei campi elettromagnetici e gravitazionali. Tanto per intenderci, la sfera terrestre è una cavità echeggiante al pari di una cassa armonica, tipica degli strumenti musicali. Non a caso, il nostro pianeta canta una nota particolare, denominata Frequenza Schumann. Il prof. W. O. Schumann fu uno dei maggiori ricercatori delle fonti energetiche alternative e pulite, durante il periodo nazista. Era direttore di Fisica al Politecnico di Monaco di Baviera e contribuì a calcolare le frequenze di risonanza della cavità Terra-Ionosfera. Fissò tale onda stazionaria predominante a 7,83 Hz. Quando illustrò di fronte a Hitler il suo programma utopico per i motori antigravitazionali ad implosione, così si espresse nel discorso finale: “Ogni tecnologia basata sull’Esplosione o sulla Combustione deve considerarsi satanica. La prossima Era Nuova sarà l’Era di una nuova tecnologia positiva e sacra!”. Come nel caso di Nicola Tesla, Viktor Schauberger, Wilhelm Reich, Henri Coanda, la previsione di Schumann non si è purtroppo avverata, e l’inquinamento massiccio della Terra è oggi tragicamente attuale.

Nel 1952, la frequenza della Terra è stata perfettamente calcolata in 7,83 Hz, un infrasuono che si situa all’ottava inferiore della capacità uditiva dell’uomo. Pensate che qualsiasi attività umana organica e vitale (pensiero, pulsazione cardiaca, sentimento d’amore, immaginazione...) pulsa in risonanza con tale Suono Madre. La nostra stessa salute dipende dall’accordo con siffatto tono.

Secondo il principio teurgico dei Popoli di natura, possiamo con i “Canti di Sogno” pulire non solo i nostri livelli energetici, ma anche quelli della Terra e del Cosmo, per ristabilire un perfetto accordo con i vari livelli sottili.

Il Canto Harmonico pone in perfetta risonanza l’onda acustica cardiaca con la R. S. a 7,83 Hz. Fare all’amore con Amore vuol dire emettere una serie coerente di Campi Harmonikali, la cui oscillazione di riferimento si aggira - di nuovo - intorno ai 7,8 Hz. Essere “sfasati” rispetto al Campo Vibrazionale della Madre Terra significa porre le basi della malattia. Viceversa, la guarigione interviene quando lo sciamano o il terapeuta ristabiliscono, nell’energia sottile del paziente, un’attività cerebrale che ritorna nella condizione fondamentale (7,8 Hz), ossia negli stati mentali alfa-teta. Non a caso, gli scienziati della NASA hanno inserito, nelle navi spaziali, dei generatori di campi magnetici che pulsano a 7,8 Hz. Soltanto così, gli astronauti non manifestano più vistosi squilibri psico-fisici, determinati – nello spazio – dall’assenza della sfera energetica, presente nel nostro pianeta. Anche siti sacri, come Stonhenge, Montségur, Karnak, Tibet e Piana di Giza sono degli amplificatori delle forze geomagnetiche (ley lines) che creano Harmonia in noi e attraverso le quali, con canti sacri e teurgici, possiamo ristabilire la salute, altamente compromessa, della Madre Universale e del suo sistema vibrazionale.

Possiamo immaginarci l’Universo come una Grande Arpa, in cui sono contenute tutte le note possibili di ogni dimensione. La materia è vibrazione fonica. Tutto ciò che esiste nel cosmo suona, e gli esseri viventi, presenti sulla Terra, emettono delle vibrazioni particolari, calcolabili ed osservabili. Perciò, nell’Egitto arcaico, quello che è poi sparito attraverso lo Star-Gate (Tunnel del Tempo) dei Programmi futuri, la principale divinità Iside, sposa di Osiride, era la “Signora del Sistro”, mentre Apollo possedeva la Lira a Sette corde (giorni) ed Orfeo muoveva ogni cosa o ammansiva le fiere col suo canto e la cetra.

Esiste oggi, nel campo della fisica della materia, la teoria eretica delle Supercorde, che presuppone un superspazio ad undici dimensioni. In alto, ossia nel Senza Forma, nel Senza Vento e nel Senza Tempo, vi è il Corpo Igneo, la fucina della materia incandescente, dalla quale si sprigionano i neutrini e tutte le microparticelle che, dal passato e dal futuro, conformano l’Universo visibile ed udibile: lo Spazio-Tempo.

La Matrix dell’uomo materiale e del pianeta Terra, oltretutto, è uno dei tanti infiniti mondi. Pensare che esso sia il solo esistente, sarebbe come immaginare che in musica ci sia un unico accordo, un solo compositore, un solo strumento. Nulla di più falso! Ma la fisica e la scienza ufficiale, finalizzate al plagio mentale, affermano proprio questo: il 5% del visibile e decodificabile con apparecchiature ad una sola banda di frequenze è l’unica dimensione possibile. Questo è un vero e proprio monoteismo scientista, ormai superato anche nel campo delle religioni.

Siamo immersi in un campo oscillatorio infinito come le innumerabili harmoniche musicali che si sprigionano da un unico suono di base. Di questo campo noi percepiamo solo le onde a noi più vicine. L’immensa sinfonia cosmica c’invia illimitati messaggi acustici, di cui noi ascoltiamo solo alcuni, filtrati dall’antenna ricettiva del nostro pianeta, sintonizzata solo su alcune frequenze. La realtà vera è che noi viviamo in un sogno, proprio come quando dormiamo, e ciò che chiamiamo memoria è la nostra capacità di ricordare i sogni che facciamo. Il drammaturgo spagnolo Calderon de La Barca affermava che solo quando dormiamo, ci rendiamo conto che di giorno non facciamo altro che sognare.

La nostra capacità creativa, sviluppata dal Canto Harmonico, ci farà sintonizzare su frequenze spirituali, smascherando senza più alcuna paura o tabù le illusioni olografiche tridimensionali della nostra fisicità, che ci induce a credere che solo ciò che è materico, che si vede, si tocca, si annusa, si gusta e si ode debba essere vero o reale. Esistono infiniti mondi di cui l’unità carbonio non sospetta neppure l’esistenza e li scoprirà una volta che sarà in grado di sintonizzarsi su altre frequenze che superano di gran lunga quelle quotidiane, fatte di “campi sterminati ove le persone non nascono, vengono coltivate”.

Se tutto, nel mondo visibile ed invisibile, è vibrazione, bisogna pertanto ragionare in termini di oscillazioni e di campi di interferenza che creano ogni cosmo risuonante a molteplici livelli. Perciò nella musica sono contenuti i principi della vita, della guarigione e dell’Harmonia, della fisica moderna e, pertanto, della fisica quantistica. Tutto nell’universo vibra. Ogni campo organizzato e gli elementi che lo compongono sono in uno stato di movimento continuo, ossia in uno stato di vibrazione e ciò che noi percepiamo scaturisce dalle interferenze tra le frequenze più veloci e quelle più lente. Di queste interferenze, noi abbiamo una impressione riflessa, una sorta di risultante fonica totale di micro e macro oscillazioni, che strutturano l’universo olografico, ovvero una totalità di eventi, di cui le apparecchiature scientifiche, finalizzate alla misurazione delle quantità fisiche, rilevano solo lo specchio d’acqua di un abisso infinito.

Noi non siamo solo ciò che mangiamo, noi siamo le medicine che ingeriamo e soprattutto ciò che pensiamo e cantiamo: la realtà esiste proprio a causa dei nostri pensieri che la creano. Siamo stati programmati e costruiti per percepire soltanto alcune frequenze vibratorie le quali generano una visione del mondo che, poi, cerchiamo di imporre anche agli altri. L’ipnotismo di massa che attanaglia la società contemporanea corrisponde appieno ai programmi schiavistici dei Nuovi Padroni del Mondo visibile. Perciò le idee rivoluzionarie non devono mai emergere e, appena tentano di forare il muro di omertà, sono perseguitate, screditate e sbattute in galera. Per distruggere la Matrix apparente bisogna liberarsi dal pensiero squilibrato e dalle sue immagini irreali prodotte dalla paura. Ma ciò significa risintonizzarsi sul principio harmonico del Cosmo, sulla sua concordanza sonora e sull’accordo dell’Universo. Se vibreremo con questi pensieri cambieremo la nostra spirale del tempo, al pari di un’onda sonora harmonica che colpisce l’acqua e la organizza in cristalli meravigliosamente belli. Le dissonanze, invece, generano cristalli informi e caotici. Se saremo in grado di mutare i nostri modelli di onde cerebrali e spirituali e ci sintonizzeremo sull’Unità, sull’Àmor o Forza Elettrodebole, cambieremo noi stessi e la “nostra realtà”.

 

 

PER SAPERNE DI PIÙ

 

ALESSIO DI BENEDETTO

 

 


 

www.alessiodibenedetto.it

 

 http://alessiodibenedetto.jimdo.com

 

 

 

 

-- I Numeri della Musica e la formula del Cosmo, ECIG, Genova, 2003.

-- L’Amore come Via della Conoscenza – Tristano e Isolda, Macroedizioni, 2006.

-- Musica ad Figuram – Corrispondenze fra 264 suoni e 264 colori, 2000.

-- CD ROM: SCRIABIN: Musica e Teosofia (Blavatsky), Suoni e Colori, 1997.